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January 26 Qualcosa di Indimenticabile...La piazza Djema-el-Fnaa è il cuore pulsante di Marrakech: il nome significa "la riunione dei morti", perché un tempo era il sanguinoso teatro delle esecuzioni capitali. Djema-el-Fnaa oggi è la più variopinta rappresentazione della follia, e seduce il visitatore ammaliandone i sensi con le sue mille luci, i suoi colori, i profumi speziati: mercato pubblico, festa permanente, luogo d’intrattenimento e di predicazione. Un enorme palcoscenico a cielo aperto sul quale si esibiscono, dando vita ad un vociante brulichio, venditori di amuleti, di erbe magiche e di cibi, guaritori, musicisti, incantatori di serpenti, giocolieri, acrobati, danzatori e cantastorie… Djema-el-Fnaa è ostentazione del grottesco ed eterna poesia dell’assurdo, spettacolo della vita che declina in mille modi l’eterno fascino dell’irrazionale… Il vecchio cantastorie al crepuscolo accende la sua lampada ad olio, ed inizia a narrare leggende antiche, mentre i giovani si radunano attorno a lui e seguono rapiti l’enfasi misteriosa del suo gesticolare, come se dalla sua mimica potessero carpire un segreto in più, quello che le parole non riescono a svelare… Quando ti imbatti in un cantastorie rimani irrimediabilmente ipnotizzato e vorresti dannatamente capire quella lingua sconosciuta: non ti importa se si tratti di un autentico esempio di saggezza popolare tramandata per tradizione orale, o se quello sia solo un vecchio pazzo in preda ai suoi deliri… Djema-el-Fnaa canta se stessa al ritmo di una musica incessante, che si ferma solo per permettere al canto di preghiera del Muezzin, che si leva dal minareto della Koutubia, di raggiungere i fedeli, nella suggestione di un silenzio quasi irreale… Si ferma la musica, ma non smette l’incanto. Una magia che non si può spiegare a parole… ..Inshallah. January 16 La spesa per la PaceDal blog “Il Coraggio delle Idee” (grazie Stefania)!! ![]()
Oggi voglio proporvi una campagna contro le multinazionali che finanziano le guerre…aderire a questa iniziativa richiede solo un piccolo sacrificio: evitare di comprare alcuni prodotti che probabilmente siete abituati ad acquistare. Per maggiori informazioni potete leggere il volantino che vi ho riportato qua sotto, o visitare il sito “La mia spesa per la pace“.
CHI COMPRA VOTA Votate ogni volta che fate la spesa, Noi non ci stiamo! Per questo ti proponiamo di: 1. eliminare dalla spesa alcuni prodotti di multinazionali che hanno avuto un ruolo determinante nella campagna elettorale e/o rifornito gli eserciti dei paesi che stanno adottando politiche di guerra. 2. aumentare i consumi di prodotti del Commercio Equo e Solidale A tutti coloro che ripudiano la guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti internazionali, e che trovano aberrante l’idea di guerra preventiva, diciamo: Aderisci, e promuovi la Campagna! (al 3/9/’05 hanno aderito 3063 persone e 97 gruppi/associazioni) Ecco la lista dei 16 prodotti che ti invitiamo a non acquistare (fonte Centro Nuovo Modello di Sviluppo)
Trovi l’elenco dei punti vendita della tua zona di prodotti del Commercio Equo e Solidalesul sito www.lamiaspesaperlapace.it
January 12 Marco Travaglio: La Scomparsa dei FattiMARCO TRAVAGLIO: La scomparsa dei fatti.
Ieri ho assistito ad un’interessante conferenza di Marco Travaglio, che, presentando al pubblico il suo ultimo libro “La Scomparsa dei Fatti”, ha colto l’occasione per trattare diversi argomenti. Partendo addirittura da Tangentopoli, o meglio da come il sistema mediatico berlusconiano abbia trasformato la saga delle mazzette in una “tangentopoli senza tangenti”, facendo sparire il fatto centrale (i passaggi illeciti di soldi da una mano all’altra), per sostituirlo con un dibattito sul colore delle toghe dei magistrati che indagavano sui fatti… Sostiene giustamente Travaglio, che se i fatti fossero al centro dell’attenzione mediatica, molti personaggi di dubbia reputazione balzati agli onori delle cronache politiche non esisterebbero più (un esempio su tutti Lorenzo Cesa, politico di democristiana memoria, che nonostante i trascorsi con la giustizia, nel 2005 sostituisce Follini come segretario nazionale dell’UDC). Invece ormai i fatti sono spariti, al punto che il 62% di ogni Tg italiano è costruito sulle opinioni, sulle “dichiarazioni in merito”, mentre i fatti sono relegati ad un misero 28% (nel resto d’Europa accade esattamente l’inverso!). L’informazione televisiva è ormai diventata esclusivamente una rassegna di commenti rilasciati dai politici, in merito a fatti che al cittadino non è più dato conoscere. La figura del giornalista è in via di estinzione, rimpiazzata dalla più malleabile figura del “porgi-microfono” al servizio del politico di turno. L’esempio più eclatante è il patetico teatrino inscenato dal “sarto” Bruno Vespa nel suo salotto televisivo, le cui trasmissioni sono architettate ad arte e cucite intorno all’ospite di turno (non importa a quale schieramento appartenga: il servile Vespa, trasversale a tutti i governi e capace di riciclarsi ad ogni ribaltone, si definisce equidistante, ma Travaglio preferisce definirlo acutamente “equivicino”!!), come dimostra la telefonata intercorsa tra il conduttore e Salvatore Sottile, portavoce di Gianfranco Fini, alla vigilia di una puntata di Porta a Porta alla quale il leader di AN avrebbe dovuto partecipare: è lo stesso Vespa (ormai fattosi tappeto) a chiedere al portavoce di Fini come avrebbe dovuto svolgersi il dibattito per non indispettire l’ospite, e addirittura chi avrebbe preferito l’onorevole come “avversario” politico durante la puntata in questione…In virtù degli applausi scroscianti seguiti alle rivelazioni di Travaglio, mi rifiuto di credere che questo paese stia intonando all’unisono il canto funebre alla Verità agonizzante, e mi unisco alle voci fuori dal coro che ancora credono nell’incontrovertibilità dei fatti, e ad una giustizia il cui trionfo però passa necessariamente attraverso il risveglio della coscienza assopita dell’italiano medio, passivo per indole…Diamoci da fare !!
January 09 Coffee & CigarettesCOFFEE & CIGARETTES (Usa, 2003)
Regia: Jim Jarmusch Storie di vita in bianco e nero, a scacchi, condite da caffè e sigarette…
E’ questo il risultato del lungometraggio (o, come preferisce definirlo lui, “una serie di corti camuffati da lungometraggio”) proposto da Jim Jarmusch fuori concorso a Venezia. Il progetto iniziale risale al 1986, sei minuti intitolati “Coffee and Cigarettes”, con Roberto Benigni e Steven Wright.
Tre anni dopo Jarmusch realizza il secondo corto dal titolo “Coffee and Cigarettes- Memphis Version”, con Steve Buscemi. Nel 1993 vince la Palma d’Oro del cortometraggio a Cannes col terzo episodio, “Coffee and Cigarettes- Somewhere in California”, i cui memorabili protagonisti sono Iggy Pop e Tom Waits.Pensati come singole unità, e accorpati per costruire un’opera sempre aperta, in divenire, i dodici episodi sono diventati una delle opere più originali e divertenti della sessantesima mostra del cinema di Venezia.
Il sapiente uso del bianco e nero, che scontorna l’universo fuori dall’inquadratura, ci catapulta in un mondo burlesco e a volte grottesco, che scaturisce da discussioni semiserie, più o meno surreali o plausibili. Una galleria di personaggi improbabili, e forse per questo così umani, seduti ad un tavolo sorseggiano caffè e fumano sigarette spaziando in discussioni che toccano gli argomenti più disparati. Dai ghiaccioli al caffè, alla Parigi degli anni '20, dai complotti sulla morte di Elvis a Gianni e Pinotto, e poi le invenzioni di Nikola Tesla, gli effetti nocivi e devastanti del fumo, l'uso della nicotina come insetticida, i cambiamenti di atteggiamento di una persona divenuta ricca e famosa. Un esperimento ben riuscito, in cui trame semplici ed immagini spesso girate con la macchina da presa fissa come in una british sitcom, riescono ad incuriosire lo spettatore, a farlo sorridere, ma soprattutto a spiazzarlo: non si sa mai cosa aspettarsi dai personaggi che si muovono in scenografie minimali, in cui l’unico vezzo è costituito dalle multiformi e affascinanti spirali di fumo che si innalzano verso il soffitto. Sembra quasi di sentire il profumo del caffè e l’aroma pungente del tabacco, mentre attori in vesti inconsuete, recitandosi (..fino a che punto è finzione?) mettono a nudo i propri vizi e le proprie virtù..regalandoci forse un pò di sé, un pizzico di verità nascosta sotto l’iperbole della commedia…
January 04 Api e Ogm.. La natura si ribella?LA NATURA SI RIBELLA? Da una recentissima ricerca del 'Department of Biological Sciences, Simon Fraser University' della British Columbia in Canada, pubblicata dall' 'Ecological Society of America', è emerso un dato che definirei allarmante: le api fuggono dai campi coltivati con colza geneticamente modificata, con conseguente deficit dell’attività di impollinazione, necessaria alla sopravvivenza di molte specie vegetali. Se questo "segnale" della Natura rimarrà inascoltato, il rischio è che un intero ecosistema venga alterato e compromesso.. ''L'allontanamento delle api dai campi coltivati con organismi geneticamente modificati (Ogm) e la conseguente riduzione dell'attivita' di impollinazione e' un allarme scientifico per l'agricoltura e l'ambiente'' afferma Coldiretti, l'organizzazione agricola da sempre contraria agli organismi geneticamente modificati che ribadisce ''il valore alla scelta di tolleranza zero fatta nei confronti del biotech dall'agricoltura italiana'' e l'importanza del ''principio di precauzione'' che il Governo e le Regioni italiane difendono in sede europea.
Non so dove andremo a finire di questo passo, ma ho la sensazione che l’Uomo, nell’intento malsano di costruire un mondo “a misura d’uomo” (senza il minimo rispetto per le altre specie che vivono sul nostro pianeta con lo stesso diritto di esistere) abbia perso di vista persino se stesso e stia ormai abusando della Scienza e delle proprie facoltà intellettive per modificare ciò che già la Natura aveva predisposto con assoluta perfezione… A me sembra solo un maldestro tentativo di riparare i danni che da secoli l’Uomo stesso ha causato all’intero pianeta. Intanto c’è chi continua ad avvistare oggetti volanti non identificati, chi scruta lo spazio chiedendosi da dove arriveranno gli alieni.. Io non alzo lo sguardo…mi guardo solo intorno, e vedo un Pianeta allo sbando. E mi convinco sempre più che gli “alieni” su questa Terra siamo noi…
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