Ho sognato un Satiro
che recitava la sua ennesima farsa,
e sputando parole di disprezzo blu elettrico
sghignazzava alle mie spalle,
credendosi nascosto da una falsa oscurità di nubi in bianco e nero.
Allontanandomi mi sono voltata
per imprimermi nella mente il suo doppio sguardo,
un’ultima volta prima che sparisse all’orizzonte
divenendo sempre più piccolo ed impercettibile,
ormai incapace di ferire...
Ma inconsapevolmente
sventolavo ancora il nero drappo della mia delusione.