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    April 29

    Chiedo

    CHIEDO...

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    Chiedo ai miei occhi stanchi di chiudersi, assaporare il buio,

    per poter poi, con rinnovata speranza, guardare altrove.

     

    Chiedo alle mie parole logore e svuotate di senso,

    di farsi briciole di silenzio

    e dare spazio a pensieri nuovi, per poter poi parlare d’altro.

     

    Chiedo alle mie mani troppo nostalgiche di schiudere i pugni,

    lasciar cadere l’ingannevole polvere che avevo creduto oro,

    per poter finalmente sorprendermi a toccare altro.

     

    Chiedo alle mie orecchie frastornate

    dagli scuri rimbombi della confusione e dal gelido sibilo dei coltelli

    di non udire, per un po’…

    finché non saranno pronte ad ascoltare altro.

     

    Chiedo al mio stropicciato cuore di bambina di farsi pietra,

    e riposare, per un po’…

    finché tornerà pulsante cuore di donna,

    saprà proteggere dai venti la flebile fiammella d'una candela

    e non avrà più bisogno d’altro.

     

     

     

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    April 23

    CLASS ACTION- La madre di tutte le battaglie di civiltà

    Introduciamo in Italia la CLASS ACTION!
     
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    Oggi, in Italia, se un gruppo numeroso di cittadini-lavoratori-consumatori intende fare causa legale contro un ente privato o pubblico, gli individui che compongono tale gruppo sono costretti ad intentare le loro cause in maniera più o meno individuale. Si viene così a determinare una grande sproporzione tra le forze in campo: da una parte un colosso (multinazionale, banca, assicurazione o partecipata statale che sia), dall'altra i singoli individui con i rispettivi avvocati (e le loro spese legali).
    Esiste però uno strumento che rende possibile la tutela collettiva di interessi individuali: la Class Action, con la quale tutti i cittadini lesi da uno stesso fatto illecito possono riunire le loro azioni legali in un'unica gratuita causa collettiva, patrocinati da un pool di avvocati pagato esclusivamente in percentuale all'eventuale risarcimento ottenuto. Attualmente la Class Action è in vigore negli Usa e in quasi tutte le democrazie occidentali. In Italia invece, il disegno di legge 1495 dell'attuale governo prevede la possibilità di intraprendere una Class Action solo per le 16 associazioni di consumatori riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico, che da tale ministero ricevono contributi pubblici e personale amministrativo. Se in Commissione Giustizia passasse il ddl 1495, le azioni collettive saebbero indirettamente controllate dallo Stato e avrebbero lo scopo di ottenere sentenze di mero accertamento, mentre per il risarcimento del danno subito, il singolo continuerebbe a dover intentare un'azione in proprio.
    Vi sono invece altre proposte di legge (firmate da Grillini, Fabris, Poretti-Capezzone, Pedica) che consentirebbero l'introduzione di una vera Class Action.
     
    Invito tutti coloro che fossero intenzionati a sostenere tale iniziativa a cliccare qui per scaricare la petizione cartacea (con valore legale) da inviare via fax al governo.
     
    La petizione on line (priva di valore legale) può essere sottoscritta cliccando qui.
     
    Grazie.
     
    Francesca
     
     
     
     
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    April 17

    Beppe Grillo al CDA di Telecom Italia

    UN ESEMPIO PER TUTTI
     
    Dopo aver assistito allo spettacolo "RESET" a Genova, riporto 2 video, che riproducono in maniera integrale l'intervento di Beppe Grillo davanti al CdA di Telecom, nella speranza di dare un piccolo contributo in più alla diffusione di informazioni che i nostri TG nazional-popolari hanno praticamente (e intenzionalmente e criminosamente) taciuto.
    Beppe Grillo sta eroicamente combattendo una battaglia di civiltà e democrazia nell'interesse di ogni cittadino italiano, e con la sua caparbietà, il suo coraggio e la sua voglia di cambiare le cose, sta dando a tutti noi l'esempio concreto di come dovremmo essere tutti, dell'italiano che tutti dovremmo diventare.
    Ogni giorno visito il blog di Beppe (tra i 10 più cliccati al mondo) ed ogni tanto mi soffermo sui commenti dei lettori: i complimenti si sprecano, tutti lo ammirano, esprimono affetto e gratitudine.
    Però mi chiedo se gli stessi che ricoprono Grillo di una gratuita solidarietà fatta di parole, traducano poi il loro impegno a favore delle campagne promosse da Grillo concretamente, nella vita quotidiana, traducendo finalmente le parole in fatti.
    Il mio dubbio è legittimo, credo.
    Ho letto qualcuno scrivere "grande Grillo, salvaci Tu" e mi sono veramente intristita: come sarebbe a dire "salvaci tu"?
    Agisci per noi, mentre noi ce ne stiamo comodi a casa sulle nostre poltrone?
    Ecco, questo è l'Italiano medio che fa paura, individuo pericoloso per una sana democrazia.
    Questa è la mentalità da sradicare, quella che ha fatto diventare l'Italia il paese schiavo e mediocre che è oggi.
    Grillo ci dimostra ogni giorno che qualcosa si può fare, ci fornisce un esempio per agire, per cambiare una realtà che ha bisogno di tutti noi per migliorare.
    Gli strumenti per agire ci sono. Uno di questi ce lo ha fornito proprio Grillo attraverso i "Beppe Grillo Meetup Group" presenti ormai praticamente su tutto il territorio Italiano.
    Io credo che se ognuno di coloro che hanno speso un briciolo del loro tempo per scrivere "complimenti" a Grillo domattina si alzasse e si iscrivesse al Meetup della propria zona, unendosi a chi già si impegna concretamente sul territorio, allora qualcosa sarebbe già cambiato, qualcosa sarebbe già migliore.
    Io ci credo.
    Francesca
     
     
     
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    ; 
     
     
    April 11

    Maurizio Pallante e la Decrescita Felice

     MAURIZIO PALLANTE E LA “DECRESCITA FELICE”.
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    Come fa notare Beppe Grillo, Maurizio Pallante è una di quelle persone che ogni sera dovrebbe avere a disposizione almeno 5 minuti di un Tg nazionale.

    Ed è anche una di quelle persone che dovrebbero stare al governo di un paese civile.

    Purtroppo non è così, ma nonostante ciò Pallante riesce ugualmente a divulgare le sue idee innovative, attraverso i suoi interessanti libri e attraverso conferenze su tutto il territorio nazionale. Proprio ieri sera ho assistito ad una conferenza di M. Pallante nella mia città, durante la quale l’autore ha illustrato il concetto di Decrescita Felice, espressione che dà il titolo al suo ultimo libro.

    Per farci capire cosa sia la decrescita, Pallante ci illustra il concetto dominante di “crescita”: generalmente si ritiene che la crescita economica si misuri nella crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico e produttivo mette a disposizione di una popolazione nel corso di un anno, cioè la quantità di beni e di servizi scambiati con denaro (in altri termini, il Prodotto Interno Lordo).

    Ma questo è solo il risultato di una cultura che impronta tutto il suo valore sul concetto di mercificazione, e che considera un bene solo in quanto merce.

    Anche le stime fatte dalle organizzazioni non governative per misurare le soglie di povertà si basano su parametri di scambio monetario, sul potere d’acquisto (si dice che un individuo è povero quando guadagna meno di 2 dollari al giorno).

    In realtà la povertà o la ricchezza di una persona non dovrebbero essere misurate in base al denaro posseduto, alle merci che un individuo è in grado di acquistare.

    Un individuo che per scaldare la propria abitazione usa la legna del proprio bosco, ma ha meno soldi di un individuo che scalda il proprio appartamento in città pagando una bolletta per la fornitura di gas, non sarebbe più povero se i rifornimenti di gas venissero improvvisamente a mancare.

    Un individuo che coltivi e consumi frutta e verdura del proprio orto, non avrebbe nessuna ripercussione economica in seguito ad un aumento dei prezzi di frutta e verdura.

    E’ un fatto culturale: siamo stati abituati nel tempo a comprare tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

    In realtà, la crescita del PIL non corrisponde, come vorrebbero farci credere, ad una crescita del benessere, anzi è esattamente il contrario: alla crescita del PIL si accompagna un aumento delle risorse necessarie alla produzione e un conseguente aumento di rifiuti prodotti e un maggior impatto ambientale, quindi una sensibile diminuzione del benessere.

    A proposito d’impatto ambientale, recenti ricerche hanno evidenziato che, se entro il 2050 le emissioni di CO2 (che impiegano ben 200 anni per scomparire) non diminuiranno del 60%, l’incremento della temperatura porterà conseguenze disastrose sull’ambiente e sull’economia mondiale: tanto per fare un esempio che ci riguarda da vicino, la zona mediterranea e il sud dell’Europa diventeranno zone desertiche, aride e improduttive, oltre che non più appetibili dal punto di vista turistico.

    Gli ultimi accordi internazionali prevedono invece un impegno per la diminuzione di tali emissioni del 2% a livello mondiale e dell’8% a livello europeo.

    Il movimento per la decrescita felice sostiene che solo attraverso un radicale mutamento degli stili di vita si otterrebbe un maggior benessere per la collettività, un benessere che passa necessariamente attraverso la decrescita del PIL.

    Per spiegare tutto ciò, Pallante fa ricorso ad esempi molto efficaci (vedi la “parabola dello Yogurt”, illustrata nel video qui sotto dallo stesso Pallante).

    Il movimento per la decrescita felice incoraggia quindi l’adozione di stili di vita che favoriscano l’autoproduzione e il risparmio energetico, agevolando anche un ritorno ad una dimensione sociale del rapporto tra produttore e acquirente ( a questo proposito, vedi i Gruppi d’Acquisto Solidale).

    Spesso Pallante nei suoi interventi è stato accusato di non favorire l’innovazione tecnologica e il progresso, o di voler quasi riportare la società ai tempi delle caverne.

    In realtà, il movimento per la decrescita felice incoraggia solo un diverso uso dell’innovazione tecnologica, non più volta all’aumento della produzione e quindi del guadagno, ma volta a ridurre, per ogni unità di prodotto, la quantità di energia, lo sfruttamento di risorse e la produzione di rifiuti generate nella produzione.

     

    Sono queste, in sintesi, le considerazioni che portano Pallante ad autodefinirsi, non senza una punta d’orgoglio e di ironica provocazione, un conservatore.  

    Invito i lettori del mio blog ad approfondire la questione cliccando sui link collocati nel testo, e a riflettere su quanto lo strapotere dei media, soprattutto la televisione, sempre più schiava degli investitori pubblicitari, abbia contribuito a radicare nella collettività uno stile di vita improntato all’acquisto forsennato, basato su valori assolutamente opinabili quali il denaro, il lusso, la bellezza, la tecnologia fine a sé stessa…

    Una televisione in cui, purtroppo, c’è sempre meno spazio per dare eco a voci “sane” e a proposte concrete di reale interesse per la collettività, come quelle di Maurizio Pallante.

    Un vero peccato.

     

       

    pubblicato su MC

    April 06

    "Una rosa non potrà mai essere un Lillà"

      
    Frugando tra i ricordi più dolci d'infanzia.....
     
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    In preda ad un attacco nostalgico che mi ha riportata indietro nel tempo, a pescare tra i ricordi della mia infanzia, ho ritrovato un frammento visivo di struggente intensità, che in qualche modo mi ha riavvicinata alle struggenti emozioni di quel tempo...
    Lady Oscar, uno dei prodotti a mio avviso più significativi degli anni '80 (lo so, sto parlando di un cartone animato, sarò esagerata, ma non vogliatemene..sono troppo coinvolta: ho amato questa vicenda in maniera viscerale).
    Sono passati più di vent'anni, ma Oscar sembra non aver mai perso il suo fascino, l'incantesimo perfetto in grado di creare un'identificazione straordinaria con lo spettatore, bambino o adulto che sia...
    A rivederlo adesso ci si chiede come sia stato possibile, per noi bambini, accettare senza pregiudizio, né senza un briciolo di smarrimento o di confusione,i triangoli amorosi che costellano la vicenda, ma soprattutto l'ambiguità sessuale della protagonista, sempre sospesa nella sua lacerante dualità tra la fragilità e la delicatezza del suo essere donna, e la forza, la fermezza e la lucidità del suo vivere come un uomo, virilmente inquadrata in un ruolo militare che poco spazio concedeva alla femminilità...Oscar, il comandante delle guardie reali di sua Maestà Il Re Luigi XVI di Francia.
    Ad arricchire di suggestioni la storia di Oscar ha contribuito senz'altro l'ambientazione storica in cui si svolgono le vicende dei personaggi: la corte di Francia, la splendida reggia di Versailles, la Rivoluzione Francese, la Storia di una libertà conquistata a duro prezzo, il forte conflitto interiore di Oscar, divisa tra la sua  devozione alla Regina Maria Antonietta e alla Guardia Reale, e la consapevolezza di trovarsi a combattere dalla parte sbagliata...   
    Straordinaria è anche la caratterizzazione dei personaggi: la fragile- e a tratti frivola-Regina Maria Antonietta; il pusillanime Re Luigi, incapace di prendere decisioni; il fedele e schivo valletto André, per anni costretto a reprimere i suoi sentimenti per Oscar; l'enigmatico e fascinoso Conte di Fersen, amante della giovane Maria Antonietta, che spezzerà il cuore di Oscar, respingendola.
    Proprio grazie all'amore per il conte, Oscar riscopre la sua femminilità, vestendo panni da donna solo per lui, mettendo a nudo tutta la sua dolcezza, ma il rifiuto del conte la porterà alla dolorosa decisione di reprimere per sempre la sua natura di donna, vivendo il resto dei suoi giorni come un uomo....
    Tuttavia, come le ricorderanno le parole del fido André, "una rosa rimane una rosa, che sia bianca o rossa...Una rosa non potrà mai essere un lillà"... 
      
     
    April 01

    Il miglior cantante al mondo....

      

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