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    May 28

    Oscenità

     

    Trovo francamente osceno:

    · Che ci sia in Italia un parlamentare ogni 60.371 abitanti contro ogni 66.554 in Francia, ogni 91.824 in Gran Bretagna, ogni 112.502 in Germania, uno ogni 560.747 negli Usa.

    · Che lo stipendio di un deputato sia cresciuto dal 1948 di quasi sei volte ... fino agli 11.703 euro di oggi.

    · Che lo stipendio base dei nostri deputati europei sia di 149.215 euro (44.000 euro più degli austriaci, il doppio dei tedeschi e degli inglesi, il triplo dei portoghesi, il quadruplo degli spagnoli) senza tener conto delle integrazioni, come il rimborso delle spese di viaggio per l’europarlamentare e i suoi collaboratori, “calcolato a forfait sul biglietto aereo più costoso, senza vincolo di documentazione”. Più “la rilevante indennità aggiuntiva per i collaboratori, di cui non solo non occorre documentare la retribuzione, ma neppure l’esistenza” ... “Il calcolo di 30-35.000 euro al mese è quindi probabilmente approssimato più per difetto che per eccesso”.

    · Che i parlamentari italiani paghino sottobanco i collaboratori (tra i 500 e i 1.500 euro) per i quali prendono al Senato 4.678 euro e alla Camera 4.190 al mese ... Un servizio delle Iene ha dimostrato che alla Camera su 629 collaboratori ufficiali quelli regolarmente assunti erano solo 54: tutti gli altri sono pagati in nero.

    · Che il quirinale costi agli italiani 224 milioni di euro l’anno. L’eliseo costa ai francesi meno della metà eppure il nuovo governo minaccia “guerra agli sprechi” e annuncia tagli alle spese presidenziali.

    · Che dopo due anni e mezzo dall’inizio della legislatura i nostri parlamentari abbiano il diritto alla pensione (e che pensione!), mentre i giovani precari italiani una pensione non la vedranno mai.

    · Che l’Italia sia il paese col maggior numero di auto blu al mondo.

    · Che in ogni tribunale Italiano campeggi la scritta “la legge è uguale per tutti”, quando un cittadino comune che abbia commesso un reato (anche non grave) è marchiato a vita (e non può accedere ai concorsi pubblici) e in parlamento siedano invece più inquisiti, pregiudicati e condannati che nel quartiere Scampia di Napoli.

    · Che la legge sul primo impiego in Francia sia stata ritirata dopo poche settimane di mobilitazione studentesca, mentre in Italia i giovani continuano a subire gli effetti della Legge 30, una legge iniqua che li priva di ogni speranza di costruirsi una famiglia, un futuro, uno straccio di sicurezza.

    · Che si permetta al Vaticano, in modo servile ed ossequioso, qualunque tipo di ingerenza nella vita politica italiana.

    · Che si permetta al Papa di parlare di famiglia senza che nessuno abbia preteso uno straccio di spiegazione da Ratzinger sul video riguardante il Crimen Sollicitationis.

    · Che suddetto video sia stato trasmesso tranquillamente dalla tv di stato britannica (Bbc), mentre in Italia paghiamo un canone per una tv di servizio che non ci fornisce nessun servizio, perché in Italia non esiste la libera informazione.

    · Che nella classifica di “Freedom House” sulla libertà d’informazione l’Italia sia all’ottantesimo posto. Dopo Tonga e Botswana. E appena prima di Antigua, Barbuda e Burkina Faso. Nel 2004 era al settantaquattresimo posto. In tutta l’Europa occidentale l’Italia è l’unica nazione “partly free”, parzialmente libera.

    · Che l’Enel parli di energia pulita mentre costruisce centrali nucleari.

    Ci sarebbero tante altre cose da menzionare in questo vergognoso elenco, ma mi fermo qui perché vorrei evitare un travaso di bile. Però un’ultima cosa la devo dire.

    Trovo assolutamente scandaloso che noi italiani continuiamo a farci prendere per il culo senza muovere neanche un dito.

    Una domanda: perché?

     

     
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    May 25

    Un anno in più

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    Quest'anno le candeline rimarranno accese,

    in attesa d'illuminare tempi migliori.

    Oggi non soffierò,

    non le spegnerò.

     

    Oggi non ho desideri da esprimere.


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    May 15

    E non finisce mica il cielo.....

     
    A Mimì.
     
    A primavera in silenzio cadde una stella.
    A primavera morì sola.
    A primavera rese al tempo le sue lacrime stanche.
    A primavera bruciò l'ultimo consumato ricordo,
    gettando forse un fuggevole sguardo al suo cielo.
    ...
    Quel cielo che "non finisce mica",
    che continua a brillare,
     anche se orfano di stelle.
     
     
     


     

    La voce di Mia Martini portava in sé tutti i graffi che la vita aveva inferto alla sua anima.
    Ruggiva per difesa.
    Ho scelto di ricordarla con questa canzone
    perché è quella che all'ennesimo ascolto riesce ancora a farmi venire i brividi.
    Perché adoro i testi di Ivano Fossati, specialmente se interpretati da Mimì.
    Perché, molto semplicemente, è la canzone che sento più vicina alle mie "corde" in questo momento.
     
     

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    May 12

    La MIA canzone...

    Quando una canzone riesce a fotografare perfettamente un'emozione,
    uno stato d'animo,
    a catturare un momento della tua vita,
    coi suoi colori,le sue lacrime e tutta la sua poesia,
    allora diventa TUA..
    Diventa la TUA canzone,
    e va ad incastonarsi per sempre nella tua memoria
    senza bisogno di parole, né spiegazioni...
    E ad ogni nuovo ascolto,
    anche se saranno passati anni,
    susciterà le stesse emozioni, gli stessi ricordi...
    Rinnovando l'incantesimo...

     

     

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    May 06

    L'arte del Sogno

    (Michel Gondry, Francia 2006)
     
     
     
    Image hébérgée par hiboox.com
    Il cinema vive e si nutre di sogno, specialmente se racconta una storia, ambientata in un mondo fantastico di pezza e cartone, sul modo in cui i sogni influenzano una relazione tra due persone, e su come la relazione a sua volta influenzi i loro sogni.
    Per una mente creativa i sogni non si distinguono dalla realtà, ma vivono e si intersecano con la realtà stessa, la condizionano, la indirizzano al punto che diventa difficile stabilire dove finisca l'uno ed inizi l'altra.
    Dopo la morte del padre in Messico, Stéphane, un giovane creativo che confonde realtà e sogno, torna a Parigi su richiesta della madre. Ad attenderlo ci sono un impiego da illustratore in una piccola impresa di calendari promozionali e una giovane vicina di casa, la dolce e un po’ svampita Stéphanie, che cuce per hobby giocattoli di pezza.
    Riconoscendo pian piano nella ragazza una sorta di suo alter-ego al femminile, Stéphane la corteggia in sogno e da sveglio costruisce per stupirla pupazzi meccanici o improbabili macchine del tempo.
    Gli effetti speciali nel film possiedono una dote magica e fantastica, una sorta di taglia e cuci artigianale.
    L’amore è il motore che confonde passato e presente, sogno e realtà, raddoppiando i livelli rappresentativi e quelli narrativi.
    Il regista ci regala un’opera intima e delicata, ridestando nello spettatore il sopito stupore infantile e le semplici verità del cuore, che forse da adulti viviamo con goffaggine e mascherando lo spontaneo candore di certi gesti.
    Sviluppando un'idea già applicata al videoclip “Everlong” dei Foo Fighters, Gondry recupera l'elemento onirico lasciandolo libero di colorare e contaminare la realtà, vestendola di una scenografia artigianale ed incantevole.
    Pupazzi meccanici, macchine del tempo che conducono in un passato lontano soltanto due secondi, trasmettitori del pensiero, sono prodigiosi marchingegni con cui gli attori giocano, creando l'incantesimo di una variopinta fiaba di cartapesta.
    L'inesperienza sentimentale del protagonista trova eco nel fiabesco e surreale apparato scenografico in cui Gondry, con paradossale realismo, mette faccia a faccia i due sessi, racconta l'amore nella sua verità più immediata, spontanea, priva di artifici, sovrastrutture e superflue convenzioni.
    Una pellicola fatta della stessa materia dei sogni.