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    June 27

    Beppe Grillo al Parlamento Europeo

    Io AMO quest'uomo:

     

    ...ma le televisioni dov'erano????

    Dov'è finita l'informazione???

     

    Iscriviti al Vaffanculo-Day cliccando qui

    June 20

    8 SETTEMBRE : V-DAY

    8 SETTEMBRE 2007: IL VAFFANCULO-DAY

     Image hébérgée par hiboox.com

    CONTRO LA MAFIA, LA CENSURA, I SOPRUSI, LE TRUFFE, LO SCHIAVISMO DEL PRECARIATO, I POLITICI PREGIUDICATI E CORROTTI, LA POLITICA ORMAI ARROTOLATA SU SE STESSA E TOTALMENTE AUTOREFERENZIALE, ORMAI DISTANTE ANNI LUCE DAL CITTADINO, CONTRO LA POLITICA CHE VIVE DI PRIVILEGI SULLE NOSTRE SPALLE, CONTRO L'OPPRESSIONE FISCALE, LA MALASANITA', L'INGIUSTIZIA E L’ILLEGALITA’ DIFFUSA, DILAGANTE E IMPUNITA.

    PENSIONATI, PRECARI, FAMIGLIE, DISOCCUPATI, CITTADINI:

    L'8 SETTEMBRE, IN MODO ASSOLUTAMENTE PACIFICO, MA ALTAMENTE SIMBOLICO, DOBBIAMO SCENDERE NELLE NOSTRE PIAZZE PER TESTIMONIARE UNA VOLTA PER TUTTE IL NOSTRO SCONTENTO E RIAPPROPRIARCI DELLA DEMOCRAZIA DI CUI CI SIAMO FATTI DERUBARE IN SILENZIO. PER DIRE BASTA UNA VOLTA PER TUTTE.

    LA MANIFESTAZIONE SARA' COORDINATA DAL SITO                    

    www.beppegrillo.it  

    June 15

    Le Polveri che Uccidono

    LE POLVERI CHE UCCIDONO
     
    Il cortometraggio che ho realizzato per il Carrara Beppe Grillo Meetup Group (all'interno del quale ricopro con grande orgoglio il ruolo di Assistant Organizer) su un problema che da anni affligge la città di Carrara: le polveri sottili e ultrasottili.
     
     
     


     


     
    Click here to check out
    The Carrara Beppe Grillo Meetup Group!

     

    Questo cortomatraggio è visibile anche su Arcoiris Tv, per votarlo e farlo vedere sul satellite clicca qui.

     

    June 08

    Grindhouse - A prova di morte

    Image hébérgée par hiboox.com

    Il titolo del film deriva dal termine americano “grindhouse”, che indica le sale cinematografiche che proiettavano film di tutti i generi d’exploitation (b-movies): film di kung fu, splatter, shaker, horror, thriller, sexploitation, blaxploitation, spaghetti-western e tutti gli altri generi di film realizzati negli anni 70.

    Originariamente Grindhouse è un doppio spettacolo, diviso in due pellicole, girate rispettivamente da Quentin Tarantino (“A prova di morte”) e Robert Rodriguez (“Planet Terror”). Un’operazione di mercato, in seguito ai non esaltanti incassi negli Usa, ha separato il destino delle due pellicole.

     

    A PROVA DI MORTE

    (Quentin Tarantino, 2007)

     

     Image hébérgée par hiboox.com

    "Sai quando ho detto che questa macchina è a prova di morte? Beh, non era una bugia, questa macchina è a prova di morte al cento per cento. Ma la cosa vale solo per chi è seduto al mio posto"

    Stuntman Mike

     

     

    Per Jungle Julia , la dj più famosa ad Austin (Texas), l'ora che si avvicina al tramonto è il momento migliore per trovare un po' di svago insieme alle sue amiche Shanna e Arlene.
    Le tre belle ragazze non passano inosservate quando escono alla conquista della notte da Guero's al Texas Chili Parlor.
    Non tutti però si limitano a guardarle e magari a desiderarle da lontano.
    Tra chi le osserva c'è anche l’attempato Stuntman Mike, uno psicopatico misogino con un’evidente cicatrice sul volto, che rende il suo sguardo inquietante.
    Mike le segue al volante della sua rombante auto da stuntman (a prova di morte), con tanto di teschio stampato sul cofano, e aspetta solo di poterle attirare nella sua trappola, fatta di lamiere e sangue.
    Molti mesi dopo lo ritroviamo ancora in azione, nel Tennessee, come sempre in cerca di giovani vittime, ma questa volta Stuntman Mike non ha fatto bene i conti.

     

    L’audio è disturbato e gracchiante, la pellicola è ammaccata, sporca, graffiata, con alcune immagini in bianco e nero ed evidenti salti di fotogramma: il film ci scaraventa sin dai titoli di testa direttamente negli anni 70, nel periodo in cui esplose negli Usa la mania per i film grindhouse.
    Quentin Tarantino, che cura anche l’esemplare direzione della fotografia, spalanca per noi la sua bottega di cinefilo doc, dandoci l’illusione di trovarci proprio in quegli anni, in cui sulle strade polverose del Texas e del Tennessee sfrecciavano roventi bolidi come la Dodge Charter del 69 di Mike, o la Dodge Challenger del 70 (come quella usata nel film “Punto Zero”) che con quella di Mike ingaggerà nel finale un rocambolesco inseguimento con speronamento al fulmicotone.
    Anni in cui sculettanti ragazze in shorts e camperos frequentano locali dalle pareti tappezzate di locandine dei più celebri b-movies, ascoltando vecchie canzoni al Juke-box.
    A rendere credibile l’illusione contribuisce anche l’ottima colonna sonora, in cui si spazia da "Baby it's you" rivisitata dagli Smith, a temi estratti dalle colonne sonore di "La polizia sta a guardare", "Il gatto a nove code" e "Italia a mano armata".
    Non mancano i classici dialoghi da antologia, in cui si citano John Hughes e titoli come "Zozza Mary, pazzo Gary" (1974) e "Punto zero" (1971), e si ricordano vecchi telefilm nella sequenza in cui Mike si sente rispondere da alcune ragazze che non conoscono i famosi serial in cui egli ha lavorato come stuntman e controfigura.
    Se non fosse per due dettagli deliberatamente inseriti nelle sequenze (un telefonino cellulare e un I-pod) l’illusione temporale sarebbe perfetta.
    L’ironia non manca e, come spesso è solito fare, Tarantino si concede anche un cameo, interpretando il ruolo di un barista un po’ svitato.
    Memorabile ed esilarante anche il dialogo,  nei corridoi della clinica, tra un ingenuo e maldestro poliziotto e suo padre, uno sceriffo pallone gonfiato (che ricordano un pò la buffa accoppiata Rosco-Boss Hogg del telefilm “Hazzard”), indeciso sul dedicare le sue energie ad incastrare Stuntman Mike o a seguire le corse del circuito Nascar, e che ad un certo punto sembra citare ironicamente “Crash” di Cronenberg, descrivendo Mike come un individuo perverso in grado di eccitarsi solo alla vista di corpi straziati e lamiere contorte.
    Dopo la conclusione decisamente pulp della prima parte del film, ci ritroviamo nelle campagne del Tennessee, in cui lo scenario e lo svolgimento iniziale dei fatti sembrano ricalcare gli eventi in cui Mike si è reso protagonista in Texas, ma qui imprevedibilmente la situazione si ribalta: le donne da vittime diventano carnefici e mettono in atto un’implacabile vendetta, servendosi ancora una volta dell’automobile, ma anche di anche un tubo di ferro-simbolo fallico, brandito come una spada samurai, che ricorda quella certa allegoria antimaschilista che già fu alla base dei due "Kill Bill".
    Il finale è un’esplosione di violenza in cui le tre ragazze infieriscono a colpi d’arti marziali su un ormai indifeso Mike, privato della sua corazza di lamiera.
    Ogni stoccata ricevuta da Mike è seguita da un fermo immagine che blocca il sangue che sgorga dalla sua faccia a mezz’aria, ed enfatizza il suo essere ormai in balia di tre furie cieche che sembrano voler inconsciamente vendicare anche i loro alter-ego, le ragazze massacrate in Texas.
    La vendetta è compiuta, il viaggio è finito, e ancora una volta ringraziamo Quentin Tarantino per averci permesso di sbirciare nel suo baule dei ricordi, in cui sono affastellati tra la polvere vecchi manifesti un po’ sbiaditi e pellicole mal conservate…ma che forse proprio grazie alla polvere e al logorio del tempo hanno acquistato maggior fascino.


       

    June 03

    Io Canto.....

    La mia versione "black & white" di un classico del Jazz "Brother Can You Spare a Dime"...rigorosamente live!


     
     
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