| Francesca's profileLa Fée VertePhotosBlogLists | Help |
|
August 20 The Matrix:La filosofia del disvelamento da Platone a Cartesio, passando per le suggestioni religiose CAST TECNICO:
Soggetto, sceneggiatura e regia: Andy e Larry Wachowski
Scenografia: Owen Patterson
Musica: Don Davis
Montaggio: Zach Staenberg
Siamo nel 1999. Thomas Anderson, impiegato di giorno in una ditta di informatica e hacker di notte con lo pseudonimo di Neo, sente che qualcosa non va nella sua vita e in quella che si svolge attorno a lui, ma soprattutto sogna qualcosa di più, sogna di “svegliarsi”. Il misterioso Morpheus, su cui in rete se ne dicono tante, è l’uomo che potrebbe rispondere alle sue domande.
Anche Morpheus ha bisogno di Neo e infatti lo fa prelevare e portare al suo cospetto perché pensa che potrebbe essere l’uomo in grado di liberare la razza umana.
Cos’è dunque “the Matrix”?
E’ il computer che si è preso la briga di generare il mondo (non siamo nel 1999, ma nel 2070). Nel 2001 una ribelle intelligenza artificiale ha preso il potere e si è occupata di illudere gli umani di vivere sempre nel 1999.
Ora gli uomini vivono dominati dalle macchine e le loro energie corporee vengono saccheggiate per alimentare le batterie di queste ultime. Disposto a conoscere le verità svelategli da Morpheus, Neo si sottopone a massacranti allenamenti durante i quali viene proiettato in una realtà virtuale dove può muoversi velocemente e sferrare colpi di un’efficacia e di un’eleganza sbalorditive.
Coi suoi nuovi compagni si appresta a combattere la perfida Madre di tutte le macchine, non prima di aver sconfitto l’agente Smith, anch’esso virtuale, che appare orribilmente indistruttibile.
Si capisce che l’intento del film è di andare oltre l’immaginazione. Matrix è una sorta di thriller futuristico realizzato con un impiego di effetti speciali che riescono a far muovere gli uomini in un modo che sfida qualsiasi descrizione.
Fumettosi ma irresistibili, i fratelli Wachowski rivolgendosi al maestro di arti marziali Wo Ping hanno cercato di far propria la lezione dei più scatenati kung fu-movies finora arrivatici da Hong Kong.
Se il risultato è all’altezza delle aspettative è perché gli effetti speciali del film sono completamente asserviti all’azione tanto da non essere mai esornativi.
Ogni momento del film Matrix è denso di spunti filosofici. Il disvelamento di origine platonica ci appare in primis quando Neo vede per la prima volta gli agenti sotto forma di “matrici”: si ha una sorta di “caduta del velo” e di conseguente apparizione della realtà. Dall’elemento platonico si passa a quello cartesiano: prima che Cartesio inaugurasse un nuovo modo di fare filosofia la domanda centrale era “che cos’è x?”, da Cartesio in poi la domanda diventa “come posso conoscere x?”.Per rispondere a questa domanda Cartesio cerca una verità certa, sulla quale non si possano avere dubbi.
Nella ricerca della verità Cartesio percepisce i sensi come un ostacolo, perché spesso possono ingannare l’uomo (celebre è l’esempio del bastone immerso in acqua, che ci appare spezzato). Per sostenere l‘argomentazione dell’inganno totale C. ricorre all’esempio del sogno: il sogno potrebbe avere la stessa intensità del reale e quindi trarre in inganno l’uomo alla ricerca della verità.
Infine, l’uomo potrebbe cadere in errore anche nelle verità di ragione, come la matematica: C. ipotizza l’esistenza di un demone ingannatore che fa credere all’uomo di essere un corpo che si muove nello spazio, ma potrebbe invece essere solo un cervello al quale questo demone invia immagini e false verità.
Cartesio esce da questo problema cercando una verità certa: se mi inganno, esisto.
Penso, dunque sono. Per superare questo concetto intellettualistico e recuperare il mondo Cartesio passa attraverso l’idea di Dio.
La presenza di un Dio buono, non ingannatore è garanzia di verità per l’uomo: se Dio è buono non può ingannarmi, non può assoggettarmi ad un inganno sistematico.
In Matrix il demone ingannatore è il computer, sono le macchine.
L’idea della logica cartesiana è presente nella pellicola anche quando Morpheus dice a Neo che lo accompagnerà sulla soglia, ma poi egli dovrà proseguire da solo: a differenza della logica aristotelica, basata sulla dialettica e sul convincimento, la logica cartesiana non descrive il suo cammino, non può insegnare un metodo.
Ma dov’è Dio, in Matrix?
Troviamo elementi religiosi nei nomi attribuiti ai personaggi:
Anderson significa “figlio dell’uomo”, è l’eletto e ci ricorda la figura di Gesù.
All’inizio del film, quando T. Anderson apre la porta al conoscente, egli gli dice: “tu sei il mio Gesù Cristo”.
Trinity ci rimanda al concetto di trinità divina.
Zion (Sion) è una delle colline di Gerusalemme, su cui sorge la parte più antica della città santa.
Cypher, nome attribuito al traditore, richiama alla mente sia Lucifero che il termine cyber, macchina.
I tratti divini sono attribuiti agli uomini, quelli malefici, diabolici alle macchine.
Inoltre, quando Neo muore l’agente Smith chiede al collega di verificare che sia morto e l’immagine ci ricorda quella del centurione che infila una lancia nel costato di Gesù.
Significativo è anche il fatto che Neo resusciterà grazie all’amore di Trinity e salirà in cielo come Gesù fu assunto nei cieli grazie all’amore del Padre, uno e trino.
Molte sono le riflessioni intorno all’idea base del film: il rapporto tra l’intelligenza artificiale e la mente umana.
I computer furono costruiti negli anni ’30 grazie all’analisi delle facoltà della mente umana e il modello fu il calcolo, il ragionamento come sequenza di intuizioni (ideale algebrico elementare cartesiano); si potrebbe quindi pensare che la mente delle macchine sia esattamente come quella umana?
No, perché la mente delle macchine sottostà a regole, quella umana no.
Nel film è la figura di Morpheus a dire che le regole possono essere eluse, infrante:verso la fine del film M. dice a Neo che egli può combattere contro gli agenti e vincerli perché essi, in quanto macchine, obbediscono a delle regole.
Le macchine sono dunque inferiori al SuperUomo, all’eletto.
D’altro canto, uno dei più famosi postulati della logica matematica ci insegna che esiste almeno un problema che una macchina, se ben costruita, non è in grado di risolvere... |
|
|